Glass-Steagall: Separare le Banche, Salvare la Gente dagli Squali della finanza

La Prof. Napoleoni chiede l’uscita dell’Italia dall’Euro

InGlass-Steagall su ottobre 25, 2011 a 9:52 AM

“Contro la crisi torniamo alla lira. Conviene più salvare l’euro, anche a rischio di provocare una crisi finanziaria della portata del ’29, o orchestrare il default controllato dei paesi deficitari dell’Unione Europea?”.

E’ quanto si chiede la Prof. Loretta Napoleoni, docente alla Judge Business School di Cambridge.
La Napoleoni sottolinea quali siano i rischi della cura “monetarista” che le principali banche centrali del pianeta stanno adottando dallo scoppio della crisi: aumentare ancor più i debiti pubblici nazionali come già avvenuto col Giappone, che oggi è secondo solo allo Zimbabwe in termini di rapporto pil/debito pubblico (200%, mentre quello dell’Italia è intorno al 120%).

“Le politiche di austerità in difesa dell’euro hanno peggiorato la situazione”, continua Napoleoni. La Grecia infatti, pur seguendo le indicazioni di Bce, Commissione europea ed Fmi, ha visto contrarre in 12 mesi il pil del 7,3%.

L’alternativa secondo Napoleoni sarebbe quella di suddividere il debito pubblico in due parti: debito interno e debito estero. “Lo Stato garantisce quel 50% che deve alle banche nazionali e agli italiani e lo fa con una patrimoniale una tantum del 5% e con la vendita di una modesta percentuale” dell’oro di Bankitalia.

Il debito estero si ristruttura, si negozia con i creditori uno sconto e se ne dilaziona il pagamento nel tempo. Infine, grazie a un avanzo primario (le entrate superano le spese), l’Italia può fare a meno nel breve periodo del mercato dei capitali.

Tutto ciò presuppone il ritorno alla moneta nazionale che si svaluterà rispetto all’euro dando una spinta poderosa alle esportazioni e quindi all’economia”. #Nick Cusa

  1. Gentile Prof.ssa,
    Ha pienamente ragione!

    ll problema vero del ns. paese è che:

    1) la scarsa quantità (in valore) di base monetaria (banconote) messa in circolazione dall’Eurosistema nel 2002 e negli anni successivi

    ha determinato una crisi di liquidità delle banche (atteso che l’offerta di moneta bancaria è determinata dal prodotto fra base monetaria e c.d. moltiplicatore dei depositi) e dunque dell’economia…
    nonchè una gravissima penuria di liquidità sui c.d. mercati (finanziari) secondari (es. Titoli di stato scambiati sul mercato MTS Group – MTS – Home ovvero Euromts), che prima, data l’esistenza di rischi di cambio, presentavano una minor integrazione ed i prezzi erano più facilmente controllabili dal rispettivo sistema bancario nazionale (intermediari/operatori).

    2) la rinuncia alla sovranità nazionale da parte dei Paesi aderenti all’Area Euro (ovverosia l’impossibilità di stampare banconote o ricorrere ad anticipazioni in c/c presso la propria Banca Centrale),
    accompagnata dalla mancata creazione in sede di UEM di apposite riserve monetarie in euro (o altri meccanisni) da porre a disposizione degli stessi Paesi per far fronte al pagamento di almeno una parte del proprio (comunque ingente) Debito Pubblico che avevano accumulato nei decenni precedenti al 1999-2002 – peraltro in valuta nazionale e con regole ben differenti – e che sarebbe giunto a scadenza dopo il 2002),
    ha messo i vari Governi nazionali in una condizione di illiquidità di moneta e potenziale insolvenza (ovverosia incapacità di far fronte in modo regolare alle proprie obbligazioni).

    3) L’Italia oggi ha 2000 miliardi di Debito Pubblico e può coniare soltanto qualche miliardo di monetine.

    Oltre 1.100 miliardi di tale Debito sono stati accesi nei decenni passati in lire e con altre regole, quando la BCE e l’Eurosistema dovevano ancora nascere….

    Negli anni 90 i ns. tecnocratici hanno incredibilmente dato il monopolio di poter stampare la moneta che sarebbe stata necessaria a pagare tali debiti (1100 miliardi) a soggetti privati che non avevano alcun diritto.

    Se ora dobbiamo farci prestare i soldi dalla BCE (o dal FMI) è come se paghiamo due volte gli interessi sul debito pregresso.

    Pur svendendo l’intero patrimonio immobiliare dello stato (stimato in circa 500 miliardi), non si risolverà nulla e fra qualche tempo – causa la spesa sugli interessi che matureranno sul Debito residuo – saremo costretti ad affittare in ns. monumenti.
    Se accade qualche calamità naturale (es. recenti alluvioni), lo Stato italiano deve chiedere un prestito a soggetti privati e per ottenerlo è costretto a dare garanzie a dei soggetti privati (che si fanno forza adducendo un ingente debito pregresso che non aveva nulla a che fare con l’euro).
    I.L.

  2. E’ DA TANTO TEMPO CHE IL POPOLO CHIEDE DI USCIRE DALL’EURO….ATTENZIONE PERO’…PRIMA DI USCIRE DALL’EURO BISOGNA ROTTAMARE COMPLETAMENTE L’ATTUALE CIALTRONAIA (CLASSE POLITICA) !!!!!!!!

  3. [...] quanto si chiede la Prof. Loretta Napoleoni, docente alla Judge Business School di Cambridge. (leggi tutto) This entry was posted in Italia. Bookmark the permalink. ← Chi era Presidente del Senato [...]

  4. Santa subito! non esiste altra strada se vogliamo uscire dal dominio delle lobby finanziarie che ci stanno portando ad un mondo più controllato del peggior comunismo!

  5. FACCIAMOLO INTANTO PEGGIO DI COSI NON SARA’ IO HO ODIATO L EURO DA SUBITO,BRAVA LA NOSTRA DOTTORESSA….

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